Etichetta: Responsabilità medica

Omicidio colposo e responsabilità del medico specialista chiamato ad eseguire un esame invasivo (Cassazione penale sez. IV, 07/07/2022, n. 30051)

La pronuncia in esame riguarda il caso di una paziente affetta da un quadro di comorbilità pluripatologica che purtroppo decedeva in esito a complicanze legate a colonscopia con finalità diagnostica eseguita da un medico specialista.

Il medico in questione, in primo grado, era ritenuto colpevole del reato p. e p. dall'art. 589 c.p. perché avrebbe eseguito nei confronti della paziente l'esame di colonscopia con finalità diagnostica, a seguito della manifestazione di "dolore continuo emiaddome destro", per colpa generica consistita in negligenza, imprudenza e imperizia, nonché per colpa specifica consistita nell'eseguire una colonscopia diagnostica non indicata secondo le linee guida, né proporzionata alla specificità del caso, tenuto conto della sintomatologia aspecifica lamentata (una persistente emiaddominalgia destra), dell'età avanzata della paziente (90 anni), delle comorbilità e dell'assenza di significative alterazioni cliniche (quali calo ponderale, anemia ferropriva, modificazioni dell'alvo, sanguinamenti gastroenterici, ecc.), omettendo di effettuare un preliminare approfondimento diagnostico mediante metodiche meno invasive, più proporzionate e prive di rischi.

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Danno cd. terminale: risarcibile e trasmissibile agli eredi il danno consistente nella sofferenza patita dal danneggiato che lucidamente e coscientemente assiste allo spegnersi della propria vita (Cassazione civile sez. III, 06/07/2020, n.13870)

La pronuncia in esame riguarda il caso di un paziente che aveva subito, tra il 1994 e il 1998, tredici ricoveri senza che fosse diagnosticata una stenosi aortica.

L'omessa diagnosi aveva precluso la possibilità di effettuare un intervento di sostituzione valvolare, che avrebbe permesso una completa guarigione.

Assumevano, in particolare, gli allora attori che la morte del paziente era il risultato di un "lungo calvario", dal momento che il M., sebbene ricoverato per ben tredici volte, in soli tre anni, veniva curato per una bronchite cronica ostruttiva riacutizzata, senza che fosse compiuta una tempestiva diagnosi della sua effettiva patologia, ciò che ebbe a privarlo della possibilità di sottoporsi ad un tempestivo intervento chirurgico di sostituzione della valvola aortica.

Radicato il giudizio in primo grado, lo stesso veniva istruito anche attraverso lo svolgimento di una consulenza tecnica d'ufficio, la quale confermava che, a causa di un misconoscimento diagnostico, il paziente non fu adeguatamente curato per la reale patologia sofferta, e ciò già a partire dal primo ricovero.

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Paziente deceduto dopo il trasferimento da un ospedale all’altro: omicidio colposo e accertamento del nesso causale nei reati omissivi impropri (Cassazione penale sez. IV, 16/06/2021, n. 24493)

La pronuncia in esame riguarda il caso di uno sfortunato paziente trasferito da un ospedale all’altro e purtroppo deceduto nel nosocomio di destinazione.

Due medici finivano dunque sotto processo penale per omicidio colposo (art. 589 c.p.), con l'accusa di aver cagionato la morte di detto paziente, intervenuta in seguito a “tromboembolia polmonare massiva da trombosi della vena femorale con blocco del flusso polmonare, impedimento della pompa cardiaca e collasso cardiaco destro”.

Al fine di delineare le eventuali responsabilità dei sanitari, punto centrale della controversia è l'accertamento del nesso causale nei reati omissivi impropri.

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Tardiva diagnosi di neoplasia e responsabilità della struttura sanitaria: danno cd. da perdita di chance e onere di prova (Sent. Tribunale Lucca, 14/08/2020, n.733)

Si segnala per eccezionale chiarezza espositiva ed esaustività questa interessante pronuncia di merito del Tribunale di Lucca (Sentenza n. 733 del 14/08/2020 a firma del Giudice Dott. Maria Giulia D'Ettore) che affronta un delicato caso di omessa tempestiva diagnosi di un tumore con esito infausto per il paziente.

Cosa si intende per cd. danno da perdita di chance? Come avviene il riparto dell'onere probatorio?

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Emotrasfusioni con sangue infetto, risarcimento danni e "compensatio lucri cum damno" rispetto all'indennizzo ex L. 210/1992 (Cass. n. 4309/2019)

In tema di emotrasfusioni e contagio con sangue infetto, la Suprema Corte, Sezione Terza, con la sentenza in commento, ha affermato che in caso di infezione conseguente ad emotrasfusioni o ad utilizzo di emoderivati, opera la “compensatio lucri cum damno” fra l’indennizzo ex L. n. 210/1992 ed il risarcimento del danno anche laddove non sussista apparente coincidenza tra il danneggiante ed il soggetto che eroga la provvidenza (nella specie, rispettivamente, ASL e Regione), qualora possa comunque escludersi che, per effetto del diffalco, si determini un ingiustificato vantaggio per il responsabile, restando in tal caso irrilevante che la l. n. 210/1992 non preveda un meccanismo di surroga e rivalsa in favore di chi abbia erogato l’indennizzo.

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Responsabilità per colpa medica e Linee Guida definite e pubblicate ai sensi dell'art. 5, Legge n. 24/2017 (Cassazione penale n. 37794/2018)

Interessante pronuncia della Suprema Corte, Sezione Quarta, in materia di responsabilità per colpa medica e Linee Guida. 

Consenso informato: per la Cassazione la forma orale non basta

Oltre ad escludere la validità del consenso nel caso in cui il sanitario ometta del tutto qualsiasi informazione circa natura, rischi e possibilità di successo dell’intervento, la Suprema Corte, con la decisone in esame, ha ribadito la necessità che l’informazione al paziente sia specifica ed effettiva, negando sostanzialmente la possibilità di un consenso tacito o presunto.

Danni da dispositivi medici difettosi

Il caso del paziente danneggiato da un dispositivo medico difettoso, ferma l’eventuale concorrente responsabilità della struttura sanitaria ove il dispositivo è stato applicato, rientra nell’ambito della responsabilità del produttore per...