Dare del "mafioso" su Facebook è reato? Rientra nel diritto di critica politica? (Cass. Penale 39047/2019)

La sentenza in commento riguarda il caso di un ex-sindaco di un comune siciliano, il quale, criticando il sindaco in carica, addebitava allo stesso un comportamento definito come "imposizione o agire mafioso" nella designazione dei candidati per le elezioni locali, esprimendo tale commento su Facebook.

La Suprema Corte ha ritenuto che l'espressione suddetta integri il delitto di diffamazione, escludendo nel caso di specie l'applicabilità dell'esimente del diritto di critica politica.

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Passeggero danneggiato in occasione di un trasporto su imbarcazione da diporto, chi ne risponde? Come avviene il riparto dell'onere della prova? (Cass. n. 25771/2019)

Con la pronuncia in commento (Cassazione civile, sez. III, n.25771/2019), la Suprema Corte affronta il caso di una passeggera di un gommone che aveva patito lesioni in seguito ad una caduta provocata dallo sbandamento del mezzo ove viaggiava in conseguenza di un'onda anomala originata da un motoscafo non identificato.

Chi ne risponde? Quale normativa è applicabile? Come avviene il riparto dell'onere della prova? (Cass. n. 25771/2019)

Cosa accade nel caso di investimento del pedone fuori dalle apposite strisce pedonali? (Cass. n. 47204/2019)

Cooperazione colposa del pedone e causalità della colpa.

 

Con la pronuncia in commento (Cassazione penale sez. IV, 14/11/2019, dep. 21/11/2019, n.47204), la Suprema Corte affronta il tema della causalità della colpa nell'ambito della circolazione stradale, in occasione di un sinistro tra auto e pedone che non utilizzava l'apposito attraversamento pedonale; il pedone che non utilizza le apposite strisce pedonali concorre sempre al sinistro? Cosa accade se il comportamento alternativo lecito non spiega efficacia impeditiva dell'evento?

Sul punto, preme sottolineare che la giurisprudenza di legittimità ha precisato che il conducente di un veicolo è tenuto ad osservare, in prossimità degli attraversamenti pedonali, la massima prudenza e a mantenere una velocità particolarmente moderata, tale da consentire l'esercizio del diritto di precedenza, spettante in ogni caso al pedone che attraversi la carreggiata nella zona delle strisce zebrate, essendo al riguardo ininfluente che l'attraversamento avvenga sulle dette strisce o nelle vicinanze. E la Corte ha chiarito che non è possibile determinare aprioristicamente la distanza dalle strisce entro la quale la detta precedenza opera, dovendosi avere riguardo al complessivo quadro nel quale avviene l'attraversamento pedonale (cfr. Cass. n. 47290/2014). 

Per configurare una cooperazione colposa del pedone, non basta dunque che lo stesso abbia omesso di attraversare sulle strisce pedonali ma è necessario accertare se la condotta omessa sia causalmente riconducibile con l'evento, si parla appunto di "causalità della colpa".

 

Servitù di passaggio e usucapione: requisiti necessari secondo la Corte di Appello di Genova (Sent. n. 1360/2019)

 

Si segnala questo interessante pronunciamento della Corte di Appello di Genova, in materia di servitù prediali e usucapione, la quale, con sentenza n. 1360/2019, ha accolto le istanze da noi rappresentate in sede di appello, ribaltando la sentenza di primo grado.

La Corte di Appello di Genova, chiamata a pronunciarsi sulla domanda di usucapione di una servitù di passaggio, ha avuto infatti modo di chiarire, ancora una volta, i requisiti necessari per la configurabilità di una servitù di passaggio e, in particolare, approfondire il tema della cd. "apparenza".

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Comunicazione di servizio per le Festività Natalizie 2019/2020

Lo Studio Legale Alberghi sarà aperto nei giorni feriali, saremo operativi e sempre raggiungibili ai numeri di studio (fisso e mobile) per eventuali urgenze.

Il nostro Studio augura a Voi tutti buon Natale e buone Feste. 

Cosa fare in caso di incidente in bicicletta: “guida pratica” per ciclisti

Sperando di non averne mai bisogno, è importante sapere cosa fare in caso di sinistro stradale mentre si è in bicicletta. A prescindere dalla dinamica e dalle statistiche, come interviene la compagnia assicurativa in seguito ad un incidente tra bicicletta e auto?

In prima battuta occorre precisare che non si applica il regime semplificato denominato “risarcimento diretto”, di cui all’articolo 149 del Codice delle Assicurazioni; del pari non trova applicazione l’art. 143 Cod. Ass.ni per la denuncia di sinistro.

Se le parti sono d’accordo, è comunque consigliabile compilare subito il modulo C.A.I. per cristallizzare la dinamica del sinistro, come riconosciuta dal responsabile; in mancanza del predetto modulo, come probabile nel caso del ciclista, le parti potranno procedere anche su di un normalissimo foglio bianco, ivi riportando i propri dati, specificando la dinamica del sinistro e sottoscrivendo le dichiarazioni, allegando infine i nominativi di eventuali testimoni, i riferimenti assicurativi e gli estremi dei relativi documenti di identità.

Nel caso in cui, invece, nascano delle divergenze tra le parti circa l’attribuzione delle effettive responsabilità nella verificazione dell’incidente, occorre (...) CONTINUA di seguito

Designazione anticipata dell’Amministratore di Sostegno e direttive sulle decisioni sanitarie o terapeutiche richieste dal futuro beneficiario (Cass. n. 12998/2019 del 15.5.2019)

In tema di amministrazione di sostegno, la Prima Sezione civile della Corte di Cassazione, dopo aver ribadito che la procedura di nomina dell’amministratore non presuppone che la persona interessata versi in uno stato d’incapacità d’intendere o di volere, essendo sufficiente che sia priva, in tutto o in parte, di autonomia per una qualsiasi “infermità” o “menomazione fisica”, anche parziale o temporanea e non necessariamente mentale, che la ponga nell'impossibilità di provvedere ai propri interessi, ha stabilito che “la designazione anticipata dell’amministratore di sostegno da parte dello stesso interessato, in vista della propria eventuale futura incapacità, prevista dall’art. 408, comma 1, c.c., non ha esclusivamente la funzione di scegliere il soggetto che, ove si presenti la necessità, il giudice tutelare deve nominare, ma ha altresì la finalità di consentire al designante, che si trovi ancora nella pienezza delle proprie facoltà cognitive e volitive, di impartire delle direttive vincolanti sulle decisioni sanitarie o terapeutiche da far assumere in futuro all'amministratore designato; Continua (...)

Comune responsabile ex art. 2051 c.c. per la caduta di un pedone a causa di insidia stradale: applicate le cd. Tabelle del Tribunale di Milano anche per l’ipotesi di lesioni micropermanenti (Tribunale della Spezia – Sentenza n. 852/2018)

Interessante pronuncia del Tribunale della Spezia, ottenuta dal nostro studio in una causa patrocinata dall’Avv. Jacopo Alberghi, che ha visto integralmente accolte le ragioni del danneggiato, un pedone che era caduto a causa di un’insidia stradale, rappresentata da una mattonella basculante presente sul fondo del marciapiede.

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“Malagiustizia”, quando il Giudice sbaglia e lo Stato è chiamato al risarcimento dei danni (Sezioni Unite n. 11747/2019)  

In tema di applicazione della cd. Legge Vassalli sulla responsabilità civile dei Magistrati (L. 117/1988), la Suprema Corte, nella sua più autorevole composizione, decidendo su questione di massima di particolare importanza, con la sentenza in commento ha affermato che la grave violazione di legge, fonte di responsabilità ai sensi dell’art. 2, lett. a) della l. n. 117 del 1988, nel testo anteriore alle modifiche apportate dalla L. n. 18 del 2015, va individuata nelle ipotesi in cui la decisione appaia non essere frutto di un consapevole processo interpretativo, ma contenga affermazioni ad esso non riconducibili perchè sconfinanti nel provvedimento abnorme o nel diritto libero, e pertanto caratterizzate da una negligenza inesplicabile, prima ancora che inescusabile (...) 

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Cancellazione del testamento ed effetti sulla disposizione testamentaria precedente (Cass. n. 8031/2019)

In tema di successione testamentaria, la Suprema Corte, Sezione Seconda, con l'interessante sentenza in commento, ha affermato che la cancellazione del testamento disciplinata dall’art. 684 c.c. si configura, al pari della distruzione, come un comportamento concludente avente valore legale, riconducibile in via presuntiva al testatore quale negozio di attuazione, che deve essere giuridicamente qualificato, alla luce del citato art. 684 c.c., quale revoca tacita del detto testamento. Continua (...)

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