Responsabilità civile del Magistrato e competenza territoriale, parola alle Sezioni Unite: Cass. n. 14842 del 7.6.2018

La Suprema Corte, nella sua più autorevole composizione, nell'ambito del delicato tema della responsabilità civile del magistrato, ha chiarito che: "nei giudizi di responsabilità civile promossi contro lo Stato, ai...

Accertamento dell'obbligo del terzo e fallimento del debitore, esclusa l'applicabilità dell'art. 51 Legge Fallimentare: Cass. n. 9624/2018

La Suprema Corte, Sezione Terza, in tema di pignoramento presso terzi e fallimento del debitore, pronunciando ai sensi dell’art. 363 c.p.c., ha statuito che "al giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo non si applica la disposizione l’art. 51 L.F., di talché il sopravvenuto fallimento del debitore esecutato non determina l’improseguibilità dell’azione né il venir meno dell’interesse ad agire del creditore procedente, atteso che la sopravvenuta improcedibilità della procedura esecutiva non esclude la possibilità che il fallito torni in bonis e venga dunque sottoposto a nuova esecuzione".

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Diritto all’autodeterminazione personale e diagnosi di patologia ad esito certamente infausto: Cass. n. 7260/2018

La Suprema Corte, ancora in tema di responsabilità sanitaria, ha affermato la seguente massima: "La violazione del diritto di determinarsi liberamente nella scelta dei propri percorsi esistenziali, in una condizione...

Risarcimento danni derivante da responsabilità civile non cumulabile con quanto dovuto a titolo di indennizzo assicurativo

Una sentenza sicuramente destinata a far discutere. La Suprema Corte, nella sua più autorevole composizione, con la recentissima sentenza n. 12565 del 22.5.2018 ha espresso la seguente massima: “il danno da fatto illecito deve essere liquidato sottraendo dall'ammontare del danno risarcibile l'importo dell'indennità assicurativa derivante da assicurazione contro i danni che il danneggiato-assicurato abbia riscosso in conseguenza di quel fatto”. CONTINUA (...)

Diritto all'indennizzo per inumana detenzione, prescrizione e decorrenza. Parola alle Sezioni Unite.

La Suprema Corte, nella sua più autorevole composizione, con la sentenza in commento ha stabilito che “il diritto ad una somma di denaro pari a otto Euro per ciascuna giornata di detenzione in condizioni non conformi ai criteri di cui all'art. 3 della Convenzione dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, previsto dall'art. 35 -ter, terzo comma, ord. pen., si prescrive in dieci anni, che decorrono dal compimento di ciascun giorno di detenzione nelle su indicate condizioni. Coloro che abbiano cessato di espiare la pena detentiva prima dell'entrata in vigore della nuova normativa, se non sono incorsi nelle decadenze previste dall'art. 2 d.l. 92/2014 convertito in l. 117/2014, hanno anch'essi diritto all'indennizzo ex art. 35 -ter, terzo comma, ord. pen., il cui termine di prescrizione in questo caso non opera prima del 28 giugno 2014, data di entrata in vigore del decreto legge”. 
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Quando il proprietario del veicolo è esente da responsabilità per non aver comunicato i dati del conducente in caso di violazione del Codice della Strada: Cass. n. 9555 del 18.4.2018

Con la pronuncia in commento, i Giudici della Suprema Corte hanno chiarito che ai fini dell'applicazione dell'art. 126 bis codice della strada occorre distinguere il comportamento di chi si disinteressi della richiesta di comunicare i dati del conducente, non ottemperando, così, in alcun modo all'invito rivoltogli (contegno per ciò solo meritevole di sanzione) e la condotta di chi abbia fornito una dichiarazione di contenuto negativo, sulla base di giustificazioni, la cui idoneità ad escludere la presunzione relativa di responsabilità a carico del dichiarante deve essere vagliata dal giudice di volta in volta, con apprezzamento in fatto non sindacabile in sede di legittimità.

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Processo civile telematico: le Sezioni Unite sanciscono l’equivalenza tra le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES

La Suprema Corte, nella sua più autorevole composizione, con la sentenza in commento ha stabilito che “secondo il diritto dell'UE e le norme, anche tecniche, di diritto interno, le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES, sono entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni <*.p7m> e <*.pdf>, e devono, quindi, essere riconosciute valide ed efficaci, anche nel processo civile di cassazione, senza eccezione alcuna”. Continua di seguito (...)

Quando il diritto all'oblio può subire una compressione a favore del diritto di cronaca: Cass. n. 6919 del 20.3.2018

Con Ordinanza n. 6919 del 20.3.2018, la Suprema Corte ha stabilito che in tema di riservatezza, dal quadro normativo e giurisprudenziale nazionale ed europeo (artt. 8 e 10, comma 2, CEDU e 7 e 8 della c.d. "Carta di Nizza"), si ricava che il diritto all'oblio può subire una compressione, a favore dell'ugualmente fondamentale diritto di cronaca, solo in presenza dei seguenti presupposti: (...)

Illegittimo il provvedimento del giudice che modifichi il programma di trattamento di messa alla prova senza il consenso dell’imputato: Cass. n. 5784 del 26.10.2017 (depositata il 7.2.2018)

La Suprema Corte, pronunciando in tema di sospensione del procedimento con messa alla prova, con recentissima sentenza n. 5784 depositata il 7.2.2018, ha affermato che è illegittimo il provvedimento con cui il giudice modifichi il programma di trattamento elaborato ai sensi dell’art. 464-bis, comma 2, c.p.p. in difetto della previa consultazione delle parti e del consenso dell’imputato. Continua (...)

Elenco delle sentenze emesse dalla Corte Europea dei Diritti Dell'Uomo nel primo semestre 2017

Di seguito disponibile abstract delle sentenze emesse dalla Corte Europea dei Diritti Dell'Uomo nei confronti dell'Italia.

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